Tra le riflessioni che ho fatto in questi giorni di festa c’è stata una domanda preponderante che mi è frullata e tutt’ora mi frulla nella testa, ed è la seguente: “che cosa mi manca più di tutto in questa situazione forzata di isolamento?”.

Gli abbracci e i baci degli amici? Si parecchio, ma non solo o meglio non è solo questo.

La cosa di cui più sento la mancanza è la “connessione”.

E’ la mancanza di contatto, di condivisione di sentire e percepire l’energia che il mondo e le persone producono intorno a me.

Mi mancano i 5 sensi: mi mancano i suoni ed i rumori, il fragore delle persone per le strade, mi mancano gli odori che quando passeggi escono fuori dai ristoranti, mi manca vedere il movimento di chi cammina, si affretta, di chi si aspetta all’angolo della strada o di chi corre. Mi manca percepire nelle mani il calore degli altri, mi manca il sapore di un bicchiere di vino misto a risate ed amicizia.

Questa è l’energia che mi alimenta e che mi fa sentire viva perchè generata da una comunità che si muove. Senza di questa la mia fiamma è diventata una flebile lucetta azzurrina che pare quella che esce da buco di un fornello solitario.

L’aria oggi è asettica e sa di amuchina e disinfettante è una cappa di paura e senso di spaesamento.

Quello che mi spaventa è il rischio di perdere in primis il senso di noi, senza una comunità, e di conseguenza perdere il senso degli altri.

Guardarci senza vederci e isolarci ci sta facendo diventare tutti autistici.

E allora teniamo duro, chiamiamo ogni giorno a raccolta (virtuale) amici a più non posso, persone a cui vogliamo bene e che ci fanno stare bene, non molliamo le connessioni!!!!

Io cerco in tutti i modi di non far spegnere la mia fiammella nella speranza che possa alimentarsi presto e tornare a scoppiettare di nuovo!

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