Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un poco di compagnia.”

Erri De Luca

Tempi di festa e di pensieri, di gioia e malinconia, felice per chi hai accanto, nostalgico per chi, invece, non hai più vicino a te. 

Anno 2003, anno 2011. 

Questi gli anni in cui ho perso le prime due persone più importanti della vita, mio padre, mia madre. 

Un dolore emotivo che diventa fisico, chi se la scorda la sensazione della prima mattina senza loro, ti svegli che nei primi attimi sei certo di aver fatto un brutto incubo, poi, subito realizzi, è tutto vero. Quel tutto vero che ti lacera anima e testa, che ti toglie il respiro e ti gonfia gli occhi di lacrime. Li rivedi ovunque, ti vengono in mente in ogni attimo, in ogni dove. All’inizio sognavo di poter tornare indietro nel tempo per poterli avvertire. Entrambi sono morti di tumore ai polmoni, quindi se fossi riuscita a tornare indietro nel tempo gli avrei potuto dire di farsi visitare, di correre ai ripari, di smettere di fumare. Se…se…se… quanti inutili se, serve poco, serve tutto. Nei giorni che seguono la “morte”di chi ami il mondo si ferma, non ci sono più colori. Vivi nel grigio, e, se ti va bene, vedi un po’ di bianco, se ti va male solo nero. Talvolta ti sforzi di far finta che vada tutto bene, con chi hai meno confidenza, con chi ti conosce appena, poi, però, d’improvviso il dolore si riaffaccia senza preavviso ed allora lo senti, è così, lo sai che solo il pianto ti potrà aiutare, curare, consolare. Parlare, parlare, piangere e parlare. Così ho metabolizzato, piano piano, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Diciassette anni dalla prima volta, nove dalla seconda ed oggi, ancora, se mi soffermo sul “ non ci sono più”, mi viene lo stesso senso di vuoto del giorno in cui se ne sono andati. Allora respiro, chiudo gli occhi, li riporto con la mente davanti a me, gli sorrido, mi sorridono…sto meglio. Il dolore non diminuisce ma …la capacità di affrontarlo cresce…cresce insieme a noi. 

“Maneggiate con cura” le persone che hanno subito una mancanza, che hanno subito un lutto, perché il dolore ti fa muovere ad anima scoperta, si è più fragili, di quella fragilità che una volta curata, accudita, accarezzata, rende in cambio forza e sorrisi rivolti alle stelle…

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